lunedì 21 settembre 2015

Flavia La Rocca: Designer emergente dalle diverse combinazioni


Tenacia, curiosità e creatività sono tre delle caratteristiche principali che ritroviamo nella personalità di Flavia La Rocca. La designer romana, infatti, mostra un carattere deciso, forte e razionale che le permette di definirsi con orgoglio una stilista autodidatta. Si è laureata in Scienze della Moda e del Costume all’università La Sapienza di Roma con una specializzazione nel settore economico-manageriale, un po’ perché pensava che non sarebbe mai riuscita a diventare una stilista, un po’ perché voleva distaccarsi dalla tradizione familiare e da tutto quello a cui era stata abituata a conoscere fin da bambina. Cresce, infatti, in un ambiente familiare di sarti, tanto che dalla madre e dalle zie apprende l’arte della moda, la creatività, la manualità e le misure legate ad essa: il cuore del taglio e cucito. Così, dopo aver completato gli studi universitari con voti eccellenti, decide di trasferirsi a Milano per trovare un impiego nel campo della moda. Il lavoro non tarda ad arrivare e quasi da subito vi è un posto anche per lei nell’ufficio stampa di importanti aziende come quella di Valentino e Prada. Tuttavia, ben presto, Flavia si rende conto che questa non è la sua strada e che deve fare qualcosa per cambiare il suo percorso, che deve dare una svolta alla sua vita, deve trovare qualcosa che la appaghi e la renda veramente felice. Così decide di lasciare il lavoro sicuro nell’ufficio stampa di Prada per intraprendere un lungo viaggio intorno al mondo al fine di ritrovare se stessa e l’ispirazione di cui sente tanto il bisogno. Arriva fino in Cina, scopre culture e luoghi nuovi che andranno ad incidere positivamente sul suo percorso di ricerca. Infatti, ritornata in Italia, ha le idee chiare per la creazione di un nuovo progetto di vita, creatività e lavoro. Vorrebbe far arrivare le sue idee ad un pubblico esperto del fashion, ma ancora di più a tutti coloro che non hanno nessun legame con la moda e che, invece, grazie alle sue creazioni, possono scoprire questo mondo e farlo proprio. Si interessa al mondo del riciclo, all’ecosostenibilità ed alle nuove tecniche che la tecnologia contemporanea offre per creare qualcosa di innovativo. Nel 2013 entra a far parte anche lei del progetto di Vogue Talents ottenendo ottimi risultati sin da subito. Infatti, idee, creatività, innovazione, un progetto ben definito e caparbietà saranno tutti elementi fondamentali e caratteristici della sua prima sfilata presentata alla Fashion Week di Parigi, fino a raggiungere anche Londra e Milano. La sua prima collezione propone degli abiti che, a loro volta, propongono dieci moduli intercambiabili che si compongono e scompongono facilmente in modo tale da creare e ricreare diversi modelli ed abiti con gli stessi pezzi. È come se Flavia volesse affidare le basi della sua creatività a colei che indosserà questi capi e la lasciasse libera, a sua volta, di esprimere la propria e personale creatività, fantasia e visione della realtà e del concetto di moda.                                                
 Ovviamente con il tempo e l’esperienza ha migliorato le sue collezioni creative e, ad esempio, ha capito che era meglio sostituire le bande elastiche utilizzate nella prima collezione, con le zip della seconda, con l’intento di agevolare la composizione e scomposizione di questi abiti che, come i lego per i bambini, ci permettono di giocare con la nostra immaginazione e i sempre e nuovi modelli da indossare. Ma ciò che stupisce maggiormente è il fatto che siano tutti tessuti ecosostenibili, ottenuti grazie al riciclo di materiali che, probabilmente, mai nessuno avrebbe immaginato di indossare: quindi abiti fatti con plastica riciclata dalle bottiglie o carta di giornali, e non solo. Se nel mondo della moda questa produzione ha ottenuto un ottimo successo tanto che Milla Jovovich ha appoggiato il suo progetto indossando i suoi capi e mostrandoli in pubblico, dall’altro lato abbiamo una società contemporanea forse ancora non pronta a capire queste nuove dinamiche ecosostenibili che riescono a far incontrare moda e ambiente che, fino ad ora, sono stati sempre percepiti come i due poli opposti. Si tratta di capi con un certo valore d’acquisto, infatti, un cappotto della sua collezione può costare anche fino a € 550 circa, visto i costi di produzione che comporta la realizzazione di questi tessuti ecosostenibili. Ad oggi, Flavia si definisce stilista ed imprenditrice, una persona in grado di gestire ogni aspetto del suo lavoro da sola, anche ciò che riguarda la comunicazione, l’ufficio stampa e la pubblicità, fino alle vendite. La fermezza di Flavia è rassicurante e al contempo incentivante; le sue idee sono molto innovative e contemporanee; il suo progetto è molto valido e per questo merita il successo che sta avendo. Per Flavia è importantissima l’innovazione, ma soprattutto la capacità di saper fare la differenza e lei, con le sue collezioni, la differenza la fa.