domenica 30 giugno 2013

Faraoni ed Egiziani

Nel V millennio a.C, nella Valle del Nilo, fioriva la civiltà egizia, una civiltà dagli usi e costumi molto particolari, tanto da influenzare anche le diverse forme d'arte e non solo. In pochissimo tempo, questa popolazione, si specializzò nella lavorazione e costruzione di imbarcazioni molto moderne ed efficienti, fece uso della scrittura geroglifica, studiò la geometria e l'applicò all'arte (famosissima è la pittura murale), sviluppò un'ottima tessitura di stoffe e tappeti. La pittura egizia ci ha lasciato importanti testimonianze di civiltà che ritroviamo, per lo più, sulle pareti dei templi e delle camere sepolcrali, dove è possibile ammirare   scene di vita quotidiana, perché, secondo gli egizi, l'anima dei defunti continuava a vivere nell'aldilà, anche dopo la morte del corpo. Sono rappresentate, inoltre, scene di caccia e di pesca, scene di produttività artigianale e agricola che, alla vivacità del loro racconto, accostano uno stile rigido e immutabile dai colori molto forti e sfumati (fondi verdi, gialli, blu o bianco pallido; pelle rossastra per gli uomini e ocra per le donne; capigliatura nera e indumenti rigorosamente bianchi). L'abbigliamento, invece, è altamente influenzato dalla scala sociale e serve ad evidenziare l'appartenenza ad una classe sociale piuttosto che ad un'altra. Pur essendo molto importante tale distinzione, la linea degli abiti egiziani è la stessa per ogni classe: fogge semplici e leggere che lasciano il corpo piuttosto scoperto e libero di muoversi. L'indumento tipico e più usato è la skenti, una sorta di gonna di tela bianca sostenuta da una cintura, molto ricca e decorata per le classi più elevate, povera e grezza per quelle più basse. Le donne si coprono con una veste dal taglio semplice e dritto ricavata da un'unica stoffa rettangolare chiamata kalasiris; tale semplicità solitamente viene arricchita da un largo collare, raffinato gioiello impreziosito da ricche gemme e particolari decorazioni che permette alle donne anche di lasciare il seno scoperto o di aggiungere una mantellina trasparente che copre le spalle. Ai piedi, entrambi i sessi, portano sandali dalla suole sottili con piccole listarelle in cuoio o in foglie di papiro e palma intrecciate (questo tipo di sandalo trova la meglio ancora oggi nella moda contemporanea). Ogni capo d'abbigliamento viene realizzato per lo più in lino, fibra che lo rende leggero e trasparente, ma ciò che realmente lo distingue è la cosiddetta "pieghettatura" che dà una maggiore libertà di movimento ed è ottenuta ripiegando la stoffa inumidita a fisarmonica e lasciandola asciugare sotto pesanti pietre. Le classi più elevate danno molta importanza alla cura del proprio corpo e all'immagine che vogliono rappresentare: specchi, rasoi, fermagli, pettini, diademi, orecchini, oli profumati, rossetti, smalti e un pizzico di ocra per dare un tono dorato al volto, saranno ritenuti indispensabili per la toilette di ogni uomo e donna che si rispetti. Il faraone e i suoi, inoltre, sono soliti radersi il capo per poi coprirlo con un copricapo chiamato klaft, mentre durante le cerimonie lo sostituiscono con delle grandi parrucche ricavate dal pelo degli animali che gli conferiscono maggiore autorità e prestigio.

lunedì 10 giugno 2013

Sumeri, Assiro-Babilonesi, Persiani ed Ebrei: da Creta e Micene l'abbigliamento delle civiltà dell'Asia Occidentale

Che significato avrebbe la moda contemporanea se non la guardassimo tenendo conto di quella passata e del cambiamento che ha subito nel corso del tempo? I primi veri 'modaioli' della storia (se così si può dire) che si approcciarono all'arte della moda e dell'abbigliare il proprio corpo (anche se con tecniche e materiali di piccola, per non dire assente, manifattura) furono le civiltà dell'Asia Occidentale che, attraverso popolazioni come i Sumeri, gli Assiro-Babilonesi, i Persiani e gli Ebrei, dimostrarono di avere uno stile molto particolare che li legava alle tradizioni e al luogo di appartenenza. I Sumeri furono i primi ad essere ricordati per le fogge che erano soliti indossare: le donne, infatti, coprivano il loro corpo con ampie tuniche poggiate sulle spalle, morbide scarpe in cuoio ed essendo una popolazione di abili gioiellieri, amavano impreziosirsi con particolari bracciali, collane, orecchini e cavigliere, mentre gli uomini, con i loro capelli lunghi (come quelli delle donne), indossavano particolari gonnellini lunghi fino alle ginocchia che venivano decorati con ricchi fiocchi o nastri splendenti. Gli Assiro-Babilonesi, invece, sia uomini che donne, indossavano una tunica di lino detta kandis dalle maniche corte, lunga fino ai piedi e decorata con morbide frange che davano l'idea di movimento. Sopra la tunica veniva posta una sorta di stola molto aderente, la kaudace, che, con i suoi colori vivaci, andava a fasciare il corpo e ad evidenziare la fisicità, mentre le calzature erano chiuse e alte. Particolari, inoltre, erano i copricapo-corona (kirbase) indossati dai re, tanto alti e preziosi da renderli simili a delle divinità. Una maggiore ricchezza e ricercatezza era alla base della moda che vestiva i Persiani. Questi, infatti, vestivano eleganti tuniche (kandis) strette in vita da semplici cinture e larghe maniche, e stole frangiate (kaudace) in lana, lino e seta; ai piedi calzavano 'babbucce in pelle conciata', mentre arricchivano il loro capo con cappelli in feltro e completavano il tutto con un elaborato trucco dai colori molto forti. Se i popoli presi in considerazione fino ad ora amavano mostrarsi attraverso un abbigliamento appariscente e ricercato, ma nello stesso tempo fortemente legato ai luoghi e alle tradizioni, diversamente avveniva tra gli Ebrei che, a causa di leggi che proibivano l'idolatria, dovevano indossare indumenti poco appariscenti e molto comuni. Tra le vesti tipiche non poteva mancare l'ampia tunica, il kaftan, lungo fino al polpaccio e a maniche corte, o l'ephod, ovvero una sorta di mantello realizzato unendo due rettangoli di stoffa che venivano cuciti solo sulle spalle e lasciati aperti sui fianchi (particolarmente utilizzato dai sacerdoti). Inoltre altre leggi proibivano di mischiare le stoffe, così il lino, la canapa, il cotone e la lana dovevano essere lavorate singolarmente. Da Creta e Micene, invece, ci arrivano importanti tracce di una popolazione moderna che amava sfoggiare abiti ricchi di dettagli e molto appariscenti: le donne, infatti, portavano ampie gonne con balze, volants e guarnizioni dai colori vivaci, un corpetto aderente che sollevava e lasciava scoperto il seno, tacchi altissimi e lunghi capelli raccolti in trecce ornate da nastri, perle e conchiglie andavano a completare la loro figura. L'uomo, dall'atteggiamento ancora primitivo, copriva le proprie carni con perizomi aderenti e gonnellini stretti in vita da cinture molto decorate.
Così, già dagli studi fatti sull'abbigliamento di queste popolazioni così lontane da noi e ancora primitive, è possibile capire quanto sia sempre stata importante la moda per l'uomo e quanto forte sia stato il bisogno di coprire, personalizzare e distinguere la propria immagine dalle altre.